lunedì 21 settembre 2009

LETTERA DI UN SOLDATO ITALIANO IN AFGHANISTAN


Caro Enrico,
gradirei che tu potessi fare un blog per la curiosita' di persone che forse dalla vita non hanno imparato nulla.Il nostro stipendio in missione e di 133 euro giornaliere,quindi non cerchiamo di diventare dei milionari rischiando la vita, e non é uno stipendio da calciatore.Non siamo tutti dei terroni e pastori,e se anche fosse non cambierebbe nulla;abbiamo tutti un diploma e 3 anni di addestramento alle spalle,non siamo i primi scemi del villaggio.Siamo uomini come qualsiasi altro,con pregi e diffetti di una normale persona.La divisa la portiamo con onore e il lavoro che facciamo ci ricompensa da uomo che aiuta per una pace, sfidiamo la morte ogni minuto della giornata come correndo su un campo minato rischiando di saltare in aria ad ogni passoAlla persona che ha trovato la forza di scrivere quel-6auguro che non provi mai il giusto significato della parola guerra..Portiamo il tricolore nel cuore e non solo quando giocano le partite della nazionale e questo dovrebbe far tacere tutti le critiche che si fanno su di noi.

Lettera di un militare in missione in Afghanistan pubblicata nel blog My-Space di Enrico Nascimbeni.

sabato 19 settembre 2009

NAPOLITANO: I NOSTRI SOLDATI RIMANGONO IN AFGHANISTAN

Caro Presidente, dal Giappone, lei ha firmato la condanna a morte di altri soldati italiani e civili afghani.
PRESIDENTE, MI SPIACE DIRLO, LEI E' UN VECCHIO RINCOGLIONITO E UN BURATTINO.
E come lei Ignazio La Russa. Li lasciano la' a combattere una guerra che non ci appartiene. A morire come topi in gabbia.
Perche'?
Perche' siamo schiavi delle decisioni degli americani. Ecco il perche'. Altro che Patria, Onore, "noi non ci ritiriamo" e minchiate di questo genere. Berlusconi e Bossi avevano detto: "riportiamoli a casa". Ma poi, si sono rimangiati la parola in 24 ore.
Per la cronaca in questo momento i soldati italiani sono presenti in circa 20 guerre nel mondo.
Ok, un bel funerale di Stato, una medaglia a mamme e vedove e poi saranno dimenticati.
Mi viene il vomito.
ADDIO A SEI RAGAZZI MORTI PER UNA GUERRA ASSURDA. COME TUTTE LE GUERRE.
Dal blog MySpace di Enrico Nascimbeni

mercoledì 16 settembre 2009

Confessioni




Scuola: del doman non v'è certezza.

Il nuovo anno scolastico è partito in quasi tutte le regioni d'Italia e la disinformazione regna ancora sovrana, anzi gelminiana.
Dopo aver tagliato senza ritegno su fondi e personale, passati per riforme, la minestra riscaldata di Brescia ha la faccia tosta di dichiarare che grazie a lei le scuole a tempo pieno, anziché diminuire, aumentano: proprio lei, ecco la faccia tostata al grill, che sta studiando il modo di innescare una miccia e farla saltare in tre anni. Adesso si è limitata a far saltare la compresenza che era il nocciolo del tempo pieno, che ora non esiste più e al suo posto è ritornato il dopo scuola, autentica area di parcheggio per i nostri figli e nipoti i quali vengono considerati un poco più di pacchi postali non recapitabili. Ergo: c'è da andare fieri di questo?
Andiamo a vedere che cos'era, fino a ieri, la compresenza. Non erano che poche ore alla settimana, in cui su un'unica classe c'erano due docenti contemporaneamente e ciò, in primis, permetteva il recupero di alunni in difficoltà, di organizzare uscite didattiche, di mettere una pezza ad emergenze e disagi, di aiutare i bambini di lingua straniera, di aiutare i cosidetti bambini “difficili”, cioè con problemi sociali (un genitore in carcere, ad esempio).
In più, bisogna dirla tutta, la compresenza in questi anni è anche servita per “coprire” le assenze dei docenti in malattia, evitando la nomina da parte dei presidi di diverse sequele di supplenti, con relativo risparmio.
E ora la compresenza sparisce dai file ministeriali ma ne restano alcuni sottofile che in tre anni verranno eliminati anche loro, a meno che questo governo e questa ministra decadano.
Frator.

mercoledì 9 settembre 2009

Enrico Nascimbeni: "L'amore ai tempi di MySpace"

Eccolo qui il libro di Enrico Nascimbeni, il “Capitano”, il Giornalista il Cantautore di queste ultime stagioni dove, grazie al Web ha raccolto tanti successi. Qui davanti a me poggiato sulla mia caotica scrivania, dove il libro svetta. La Copertina innanzi tutto: una Marlboro da accendere, i capelli d’arruffo, l’orecchino che sporge e la barba di qualche giorno prima. Poeta maledetto? Boh, non so fate voi!
Eccolo qui “L’amore ai tempi di MySpace" che delinea al suo esordio poetico i lati di un quadrato, un ring d'amore, che impone all'Io di esprimere la concretezza del suo mondo “virtuale”.
Eccolo qui il libro da odorare e da leggere comodamente sdraiati su una longue-chaise al riparo dal sole cocente, anziché costretti a leggerlo su una sedia davanti ad una schermo luminescente che ti brucia gli occhi e ti pialla, quando scrivi, i polpastrelli.
Eccolo qui il verso, il guizzo della non-poesia, come l'autore si ostina con modestia a dire, nonostante permanga il gioco incessante degli specchi negli occhi dell’altro, come nell’occhio di sé, o di un padre diventato angelo e Dio. E’ percettibile, però, la conoscenza della realtà: l’occhio dell’altro, o il nostro, trema, e si fa luce dell’altrui presenza. Ma il guizzo della sua poesia, il momento in cui la domanda è già una risposta, dura un solo istante.
E’ proprio di un poeta sostare, provare a trattenersi nel cuore della contraddizione e attendere dai versi la domanda che è una risposta, e, tuttavia, percepire il senso di parlare sopra il nulla, del dire il non dire, esprimere l’evanescenza imprendibile del vivere, l’estinguersi della stessa corporeità della rapida inconsistenza dell’istante ricco, però, di tanta pienezza:”Io ho provato…/Lo giuro su un paio di mutandine di pizzo/ che ho provato per tutta la vita/a capire la vita./Zero/Nulla”…
E questa sarebbe non-poesia? A me sembra una cifra molto alta, talmente alta da influire sulla forma, mossa dalla ragione e dall’amore che illustra tutto il suo raccontarsi. Diceva Octavio Paz che “la poesia non è solo una tecnica artistica, ma una visione generale delle cose” dunque non un vano gioco di parole ma una vicenda dell’anima, un riconoscersi nello spirito cose, del resto, che lui fa abitualmente, invitando i suoi lettori e frequentatori di Space a farlo.
“Se avessi le mani sporche d’inchiostro/non le laverei/ ma ti imbratterei il viso di blu di Prussia” Contraddizioni? No, proiezioni su uno schermo bianco di lavori poetici.
Questa è una poesia fondata sull'addizione delle cose e sulla sincerità d'espressione che tutto concede al dato sentimentale, lasciato scorrere attraverso un vasto repertorio di idee, di spunti superbi (mi sono comprato uno specchio/domani guarderò dentro/ nell'inutile ricerca di un riflesso cobalto) e ambiti di elezione della vita più esplorati che esploranti. Forse per questo il suo linguaggio “non-poetico” non fissa mai metafore decadenti,“scatta una foto/per non dimenticare”, ne è l'esempio, ma annota e disegna il pulsare della vita intorno a se.
Quale lingua potrà mai dissetarci, quali venti sollevarci, quali flutti portarci oltre tutte le perdite se non il canto, il canto immortale della poesia. E questo libro è pronto per dare emozioni, utile per trovare, almeno, parvenze di salvezza dell’anima.
Ha ragione Roberto Vecchioni quando nella sua dotta prefazione al libro ricava questa considerazione:”Caro Enrico, questo ha visto tuo padre. Ha visto che sei un poeta.”
L'amore ai tempi di MySpace è un libro che oltre a coinvolgere va dritto al cuore delle situazioni e delle cose. Insomma, un libro da non perdere che serve anche a riparare qualche cuore graffiato.

Frator


Enrico Nascimbeni, “Non-Poesie” - L'amore ai tempi di MySpace –
Ed. Paradisi di carta – Euro 12,00

mercoledì 19 agosto 2009

Ma serviva proprio una Margherita?

Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.

Sarà un giorno lieto per la nostra democrazia quello in cui la famiglia Agnelli pagherà allo Stato ciò che gli deve per il patrimonio custodito all’estero nei paradisi fiscali. La slealtà contributiva praticata da protagonisti così eminenti del nostro capitalismo, infatti, fornisce un esempio deteriore; danneggia l’economia di un paese come l’Italia che tanto ha dato agli Agnelli; legittima milioni di piccoli evasori nel considerare aggirabile il dovere della pubblica contribuzione.Dunque complimenti all’Agenzia delle Entrate che ha avviato la sua indagine su circa un miliardo di euro detenuti a quanto pare in Svizzera, senza essere registrati a bilancio, sulla base di circostanze contenute nella denuncia di Margherita Agnelli: i più fedeli lettori di “Vanity Fair” ricorderanno che la figlia dell’Avvocato presentò su questo giornale le sue rimostranze, ben prima di adire a vie legali.I complimenti saranno estesi al governo quando indagini dello stesso tipo verranno intraprese sulle disponibilità occultate all’estero di tutte le altre grandi famiglie del capitalismo italiano, non importa di quale colore politico o ramo d’attività, compresa possibilmente la famiglia che presiede il governo stesso.Perché altrimenti dovremo sospettare che gli Agnelli siano stati presi a bersaglio solo per una azione dimostrativa isolata, il che non sarebbe giusto.Lascia perplessi, inoltre, che per disporre l’azione risarcitoria su questo grande patrimonio nascosto all’estero, lo Stato italiano abbia dovuto aspettare la controversia processuale tra Margherita e i curatori testamentari di suo padre Giovanni Agnelli. Dovrebbe essere risaputo che se non tutte, quasi tutte le famiglie dell’industria, della finanza, della grande distribuzione, del petrolio, dell’immobiliare, della sanità privata eccetera, detengono tesoretti illegali all’estero, costituiti in base a tre ragionamenti:1) L’Italia non si sa mai come vada a finire, meglio tenersi una riserva di sicurezza fuori dai confini.2) Per la contabilità occulta (pagamenti in nero, tangenti, regali lussuosi per se stessi o magari un’amica segreta) meglio avere un conto cifrato alla larga da sguardi indiscreti.3) Altrimenti dove li metti i guadagni non dichiarati, se vuoi risparmiare almeno una parte dei pagamenti fiscali?Spero dunque che l’azione per riottenere dagli Agnelli le somme importanti che hanno evaso, non resti isolata. Ci sarebbe l’esempio americano da seguire: il governo degli Stati Uniti ha minacciato di arrestare i banchieri della Ubs svizzera in transito sul suo territorio, se finalmente l’istituto di Zurigo non gli avesse comunicato la lista di centomila clienti Usa detentori di grandi patrimoni all’estero, e dunque sospetti di evasione. La lealtà fiscale deve prevalere sul segreto bancario.Ministro Tremonti, non avremmo pure noi qualche richiesta da avanzare a Lugano, Ginevra, Zurigo? Per muoverci, dobbiamo per forza aspettare la prossima Margherita Agnelli?So bene che è un’illusione quella di fermare il flusso di denaro alle frontiere. E in prospettiva anche un danno all’economia. Ma l’indecenza dell’evasione fiscale per l’Italia è un danno ancora maggiore. Speriamo dunque che l’Agenzia delle Entrate faccia sul serio.So altrettanto bene che sotto gli ombrelloni di ferragosto si discuteva più volentieri se Margherita Agnelli abbia fatto bene o male a mettersi contro la madre e tre dei suoi otto figli, invece di limitarsi a prendersela con la memoria del padre-patriarca artefice di un’eredità in stile monarchico. Ma non vi sembrerebbe più importante discutere se le tasse siano o no da pagare?

lunedì 10 agosto 2009

Una domenica in agri...turismo

Si tratta della Tenuta Capaccio, alle prime falde del sub appennino dauno, contesa da due paesi, Deliceto e Bovino, un tempo autentica masseria che dominava una sterminata pianura di grano e ora diventata, in quest'epoca di trasformazione, agriturismo che, giorno dopo giorno, diventa più grande, più bello, rendendo la sosta un piacere per gli occhi e per lo stomaco.

domenica 9 agosto 2009

Sgarbi o la paura delle masse.

Sgarbi ha raccontato al Giornale che una volta doveva andare a ritirare un premio a Ponza. Quelli che vanno a Ponza, in linea di massima, prendono l’aliscafo. Ma può Sgarbi prendere un aliscafo come tutti? Giammai. Chiese ed ottenne un lussuoso motoscafo. Come disse una volta perfino Naomi Campbell: “I don’t fly commercial”. Problema al ritorno. Motoscafo lussuoso non disponibile. Che fare? Aliscafo? Mai! Piuttosto un gommone nonostante il mare grosso. Racconta: “Sono arrivato a Napoli tutto bagnato e pieno di botte”. Ma felice.
(CSF)

giovedì 6 agosto 2009

I colori dell'estate


Una margherita capricciosa
trattiene l'estate
i petali fioriti
di un'antica corona.

mercoledì 5 agosto 2009

Quando si dice il tempismo.


Giusva Valerio Fioravanti lo hanno liberato, definitivamente, il giorno del ventinovesimo anniversario della Strage di Bologna. Il terrorista fascista che con la sua compagna, Francesca Mambro ha compiuto materialmente questa strage è libero, nonostante gli avessero assegnato l’ergastolo, per sempre. Che tempismo liberarlo il giorno dell'anniversario della strage!!!. Non che cambiasse nulla se lo avessero liberato due giorni dopo, o due prima. Ma lo stesso giorno! Esiste anche una legge che non sta scritta, quella del buon senso e del rispetto per chi in quella stazione ha regalato la propria vita alla follia altrui. Eugenio Scalari, in un’intervista alla radio, ha detto che non stiamo vivendo un nuovo fascismo, quello non torna più. Stiamo vivendo una "democrazia autoritaria". Questa è una frase che sta attraversando con il suo losco significato il mondo, giungendo fino in Venezuela, dove il dittatore rosso (si è dipinto lui così?!?) Ugo Chavez pochi giorni fa ha chiuso tutte le radio che si oppongono al suo regime, fatto di prepotenze, sangue e sotto l’egida di un finto modello cubano.E in Italia abbiamo un campione di questa "democrazia autoritaria" ed è un uomo talmente geniale che si fa intercettare a villa Certosa mentre va con delle mignotte e si vanta di non usare il preservativo.
Complimenti cavaliere, la sanità e la scuola italiana le sono grati per questo "stupendo" esempio che lei da ai giovani.

martedì 4 agosto 2009

L’italiano dimenticato

Premessa: questo che segue è un commento di un italo-americano trovato su Flickr dov’era postata una foto che ritraeva la scena del rinvenimento in mare di un corpo senza vita. Non c’è nessun intento, da parte mia, di dileggiare l’improvvisato scrittore ma solo di esplicitare un esempio di come la nostra lingua subisca trasformazioni lessicali quando non viene abitualmente parlata e si interseca con altre lingue, scaturendo una nuova morfologia a volte simpatica a volte stridente ma pur sempre vera.

Riprese foto sul luogo del corpo trovato galleggiante nel mare al largo Granada Martedì mattina mi ha ricordato di un altro tempo ho visto un cadavere in un posto inaspettato.Ero un camionista per un magazzino di liquori e allora avremmo routine uscire con 40 fermate per un giorno liquore negozi, ristoranti, tutti gli stabilimenti che hanno una licenza di vendere liquori. Sono stato incoraggiato a quelle fermate off veloce come ho potuto con il fatto che la società mi avrebbe pagato per un intero giorno di 10 ore, anche se ho finito il mio lavoro in meno di quelle 10 ore.Ero giovane e pieno di energia e potrebbe finire il mio turno di solito in circa 6 a 7 ore se non si è verificato a rallentare impreviste mi giù.Questo particolare giorno il corpo di un uomo morto nella sua fine 20's / early 30's bloccato l'accesso al negozio di liquori Falcon a Broadway e Falcon. I poliziotti erano in attesa per il coroner di arrivare.Shit! Quanto tempo è che andare a prendere Mi chiedevo alza le spalle a tutto l'intorno. Ogni volta che viene qui mi è stato detto. Ho guardato verso il basso sul corpo che stava andando a tenermi di godere quelle preziose poche ore di luce solare al di fuori del lavoro che ho lusted per molto tempo fa in questi giorni. Una sorta di strano spumeggiante saliva era fuoriuscito dalla sua bocca e riposato il mento del ragazzo morto. Si è di colore verdastro. Probabile overdose I figurato, anche se in realtà la mia esperienza di medico è stata limitata a ciò che erano stati trattati maladies sulla notte di Giovedi episodio di ER."Credo che non c'è abbastanza spazio intorno alla sua testa che io la mia mano può ruote camion all'interno del negozio," ho detto al poliziotto pendente contro il muro accanto al corpo. Egli ha dato con un altro spallucce di spalle che ho preso come acquiescenza e proceduto a mio carico ruota intorno alla testa del ragazzo morto, non toccare un solo capello in che quantità molto limitata di spazio, e come che ero di nuovo sulla strada della corsa orologio per quelli extra matura ore.Sono stato una persona diversa allora, ovviamente. Ma, mi fanno la stessa cosa, ora che ho fatto quel giorno? Mi piace pensare anni mi hanno cambiato. Mi ha maturato. Ora ho probabilmente afferrare un pisolino in cabina del mio camion e sosta per la società quanto più gli straordinari come ho potuto.

domenica 2 agosto 2009

2 Agosto 1980

Questa è una sto­ria che ho incrociato sulle pagine della posta del Manifesto in edicola oggi.
La storia ha tre protagonisti si chiamano Carlo, Anna Maria e Luca. I primi due sono una giovane coppia di sposi e il terzo è il loro bambino. Sono una famiglia norma­le, come ce ne sono tante in Brian­za, che ad agosto, come ogni anno, va al mare. Carlo, Anna Maria e Luca salutano ì genitori dì lei, picco­li imprenditori locali, e partono con la loro macchina verso il luogo delle vacanze. Il caldo, le code, i casel­li ...Storie quotidiane che si ripetono ogni estate. All'improvviso in auto­strada la macchina si rompe. Non si può più proseguire. Carlo e Anna Maria decidono di tornare a casa, ma Luca insiste e alla fine scelgono di andarci in treno al mare. La matti­na del 2 agosto 1980 alle ore 10.25 sono nella stazione di Bologna. Oggi i loro nomi sono scritti nella lapide di marmo che si trova nella sala d'aspetto di seconda classe.
La storia non finisce qui, la storia aggiunge a quelle vittime altri nomi Il papà di Anna Maria muore, subi­to dopo quell'ora pietrificata, di cre­pacuore. La mamma, la nonna di Luca, entra in monastero. Eppure questa storia non è solo una storia triste, una delle tante storie d'impu­nità della terra, è anche una picco­la grande storia di resistenza. Ogni anno, anche quest'anno, sul quoti­diano locale tutti i comaschi posso­no leggere un breve necrologio che ricorda i loro nomi. Ogni anno, la mamma di Anna Maria, paga, a sue spese, dal monastero, quel pic­colo riquadro di memoria che ricor­da a tutti i lettori de la Provincia, Carlo, Anna Maria e Luca.

martedì 28 luglio 2009

Il bisnonno di Crimea

A 180 anni dalla nascita, la figura del bisnonno Carlin mi appare quasi leggendaria. La sua nascita è avvolta nel mistero e nella sua vita, che si distende lungo un arco di tempo di grande durata, egli non solo vide ma addirittura partecipò in prima persona ad avvenimenti del tutto eccezionali per l'Italia. Basta considerare che egli nacque quando il re Carlo Alberto era appena salito sul trono del Piemonte; assistette da ragazzo alle rivoluzioni del 1848 ("anno dei miracoli") ed alla sfortunata Prima Guerra d'Indipendenza; partecipò alla spedizione in Crimea; partecipò alla Seconda Guerra d'Indipendenza nel 1859; vide la spedizione dei mille di Garibaldi e la proclamazione dell'Unità d'Italia nel 1861; vide la Terza Guerra d'Indipendenza del 1866; assistette alla presa di Porta Pia e all'annessione di Roma e del Lazio all'Italia; visse le difficili condizioni dell'Italia post-unitaria; conobbe il vigoroso slancio economico dell'Italia tra gli ultimi anni dell'Ottocento ed i primi anni del Novecento nell'età giolittiniana; assistette, ancora arzillo,allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e morì, infine, quando essa si avviava alla conclusione.
Quando egli nacque, Beethoven era morto da soli cinque anni, Leopardi e Manzoni erano ancora in piena attività letteraria, mentre Chopin, Schumann, Liszt, Wagner e Verdi muovevano i primi passi nella musica. Quando egli morì tutti questi artisti insigni erano già morti da un bel pezzo..
La prospettiva storica che fa da sfondo alla sua vita da letteralmente le vertigini. Tutto ciò che noi abbiamo imparato sui libri di Storia e di cui ci facciamo un’immagine vaga e approssimativa solo grazie alle stampe ed alle incisioni imperfette e a volte fantasiose che ci pervengono dal passato, egli lo vide con i suoi stessi occhi e nella forma degli avvenimenti di cui esso stesso fu partecipe.La sua generazione era quella degli uomini che contribuirono fattivamente e non solo a chiacchiere come oggi molto spesso avviene, a costruire la casa di tutti gli italiani. Era giusto che la sua esistenza non cadesse completamente nell’oblio, ma fosse recuperata nella memoria dei suoi discendenti.
Purtroppo i ricordi di lui, tramandati oralmente nella mia famiglia erano molto scarsi e poco significativi. Non si andava mai al di la del “bisnonno Carlin” quello che andò a combattere in Crimea. So di certo che già pochi anni dopo la sua morte la sua figura cadde completamente in abbandono. Mi sono sempre meravigliato del fatto, tanto per fare un esempio, che nessuna delle sue nipoti fosse a conoscenza che egli era nato a Moncalvo, nell’astigiano e non tra le risaie del vercellese come davano per scontato. Eppure si tratta di un fatto molto importante della sua vita, di cui senza dubbio egli avrà parlato molte volte. L’unica cosa che si sapeva di lui che era un trovatello ma veniva detto con fatica e non da tutti, come si trattasse di una macchia nella fedina penale e non una traversia nella vita della povera gente d’allora. E’ mai possibile che nessuna provasse il desiderio di conoscere qualcosa circa la nascita del nonno? Allo stesso modo costituisce un indice della scarsa attenzione con cui fu tramandata la sua memoria il fatto che nessun oggetto, neppure il più semplice o modesto, appartenuto a lui, è giunto fino a noi: non abbiamo la soddisfazione di tenere tra le mani neanche un solo oggetto (un netta pipe, una tabacchiera, un acciarino a bossolo, ecc) che egli abbia tenuto tra le sue. Molte volte mi sono chiesto il motivo di un simile collasso della sua memoria. Secondo me, la risposta, e lo dico con rammarico, sta in ciò:egli ebbe la sfortuna di avere solo un figlio maschio che, per contro, gli diede molte nipoti, tutte femmine; e si sa che le donne, almeno quelle di un tempo dove la divisione tra sessi era molto marcata e netta, sono assai poco sensibili, per non dire del tutto indifferenti, a certi ricordi familiari, soprattutto se questi sono legati alla vita militare.
Per chi ha voglia di sapere non rimane che andare in biblioteca e negli archivi di varia natura. Grazie ai documenti scritti, il nostro interesse per il bisnonno ha potuto essere corroborato, ampliato, documentato.
Dico soltanto che le ricerche condotte non solo ci hanno chiarito alcuni punti della vita del bisnonno già percepiti seppur vagamente, ma ci hanno anche rivelato, con effetto di assoluta sorpresa, altri fatti bellissimi ed eccezionali (la partecipazione alla guerra del 1859 la cosiddetta Seconda guerra d’Indipendenza, con relativo conferimento di medaglie al valore, che scoppiò quando, il 29 aprile del 1859, gli Austriaci passarono il Ticino, puntando verso Torino. Questi vennero poi fermati sulle rive della Sesia, dove i Piemontesi avevano allargato le risaie, mentre l'esercito piemontese, congiuntosi con quello Francese di Napoleone III, giungeva alla riviera ligure) i quali ci erano completamente sconosciuti.
La documentazione acquisita relativa all’azione su questa terra dell’avo Carlin era talmente ricca e viva da ricreare potentemente la sua figura, risvegliandola dalle ombre spente del passato.
Quando finalmente riusciamo a leggere i fogli ingialliti dei vecchi documenti, lungamente cercati, allora noi abbiamo veramente la ferma consapevolezza che essi ci aiutano a ricreare tutto ciò che c’era in un tempo dimenticato e che la memoria depositata oggi fa rivivere.

domenica 26 luglio 2009

Cinque giorni a Sanremo


Sono stato a Sanremo. Cinque giorni a Sanremo. Nel frattempo mio nipote in negozio al posto mio vendeva le Marlboro a 4,50 e le cartine per sigarette a 0,40. Meno male che noi vendiamo più Marlboro che cartine per sigarette. I cinque giorni a Sanremo li ho passati nella sala d’attesa di un famoso studio cinematografico. Entravo, chiedevo e aspettavo. Riuscivo a fumare quando la segretaria andava via. Mentre aspettavo, mi si proponevano spacciatori di eroina, agenti assicurativi, attricette di quart’ordine, ballerine di terzo (ordine), procacciatori di voti (siamo dentro le elezioni), chitarristi diciottenni aspiranti alle luci della ribalta, fiorai, naturalmente. Se fossi stato femmina mi avrebbero avvicinato numerosi protettori travestiti da impresari che mi avrebbero spinta in un locale di lap dance dietro l’inganno di una partecipazione al festival. Mi aspettavo di incontrare Milena, una ragazza dell’Ecuador che vive a Sanremo che ho conosciuto nelle Marche qualche anno fa, ma non l’ho vista. Anzi, se la incontrate voi una donna alta due metri che giocherella con un bottiglione di rosso tra due dita, allo stesso modo di come io mantengo la sigaretta in quella fotografia lì, quella sicuramente è Milena, per piacere salutatemela. Direte voi, forse: che cazzo sei andato a fare a Sanremo? Direte voi, certamente: a noi che ce ne fotte? Il fatto è che al quinto giorno di anticamera, quando ormai mio nipote vendeva i pacchetti di sale iodurato al posto delle scatole di pastelli, quando ormai pure la segretaria aveva preso il vizio del fumo dietro mia insistenza, è uscita lei finalmente dal suo ufficio privato, mi ha sorriso, avvolta in un vestito nero che le lasciava le spalle scoperte, ha buttato la testa all’indietro come è solito fare nelle sue migliori interpretazioni. Mi ha sorriso, mi ha firmato un autografo. Chi è lei? E’ Mariacristina Brettone, attrice di teatro, poetessa. Ha una cultura che vi fa impallidire, le sue poesie potranno sconvolgervi, destabilizzarvi, arricchirvi o spingere la vostra mente verso inattesi e inimmaginabili orizzonti. L’effetto che fanno a me le sue poesie è quello stesso effetto che capita a quello sballato disegnato da Andrea Pazienza che si trova di fronte a un muro con una macchia viola, che resta tutta la notte a fissare quel muro con la macchia viola, e che la mattina dopo guarda la macchia viola e dice “cazzo, è proprio viola, io l’avevo detto che era viola”. Per lo più è una donna paziente e gentile. Anzi, è una donna gentile e paziente. Penso a L’angelo azzurro, di Joseph Van Sternberg: a Eric Jennings, che si innamora perdutamente di Marlene Dietrich. Penso che era giusto così. Sono contento.


Sabato Cuomo

venerdì 26 giugno 2009

Fate volare palloncini verdi nel cielo di tutto il mondo




TEHERAN - Oggi sono stata tutto il giorno in casa sono uscita soltanto per comprare i palloncini esclusivamente verdi all'inizio della mia via. Ne ho comprati ben 12 e ho intenzione di gonfiarli e lanciarli in aria domani (venerdì) alle 13 ore iraniana non ho ancora scoperto come gli devo gonfiare per farli volare bene. Sono un po' depressa e stanca non ho tanta voglia di uscire comunque non so dove andare e cosa fare. Il tam tam è iniziato ieri dopo la sanguinosa repressione del regime, catene di mail e gruppi su Facebook chiedono a tutti iraniani e non, dentro l'Iran e negli altri paesi di far volare dei palloncini verdi in segno di solidarietà, speranza e per mostrare che la nostra battaglia non è finita continua. Gli sms non funzionano e comunque ho deciso che non ne farò più uso. Voglio anche legare dei nastri verdi e bigliettini ai miei palloncini scrivendo libertà e Allaho Akbar. Oggi non c'erano in programma manifestazioni e comunque io ormai sono a casa e non mi hanno avvertita vedrò stasera o domani se e come si sono svolte. Ci sono gruppi che vogliono far saltare l'elettricità con l'accensione di elettrodomestici, ma io non sono d'accordo non potrò più andare su internet e ci saltano tutti i contatti, visto che ho installato un rompi filtro fantastico (your freedom). Ho solo qualche problema con Youtube la lettura dei video è veramente lenta. Per il resto ho accesso alla rete senza problemi. I giornali ormai sono inaffidabili ci informiamo come possiamo nei blog, media stranieri e social network. Via mail mi hanno mandato un nuovo giornale clandestino Khyaban ''La Strada'' in formato pdf che critica aspramente le ultime violenze. Ho già scritto un articolo completo per Agenda News. Ho appena letto il comunicato di Mir Hossein Mousavi, finalmente, afferma che la tv di stato, le agenzie di stato e i giornali come Keyhan hanno distorto la verità dei fatti prima e dopo le elezioni. Dopo giorni di accuse rivolte al candidato riformista di avere fomentato la rivolta titolo di Keyhan giornale ultra conservatore diretto da Hossein Shariatmadari molto vicino al leader supremo. Inoltre Mousavi dice che le elezioni sono state una grande bugia e che i manifestanti sono stati massacrati di botte, uccisi e arrestati. Lo staff del candidato ha inoltre chiesto l'autorizzazione a celebrare una cerimonia per i martiri degli ultimi giorni. Se verrà concessa, il luogo verrà comunicato. Dopo il volo dei palloncini domani abbiamo in programma di accendere dei lumi per il tramonto e per la sera. Si devono calmare gli animi e forse dobbiamo sperimentare altre forme di protesta come gridare Allaho Akbar dai tetti. Faccio un ultimo giro su Facebook e Twitter e noto con grande preoccupazione che Persiankiwi non scrive dalla sera del 24 giugno i suoi ultimi post sono stati : ''dobbiamo muoverci - non so quando potrò ricollegarmi - hanno arrestato uno di noi sarà torturato e farà dei nomi - adesso dobbiamo muoverci in fretta'' poi ''grazie a tutti quelli che hanno supportato l'onda verde - perfavore ricordate il nostro martirio - Allaho Akbar'' e infine ''Allah- tu sei il creatore di tutte le cose e ritorneremo da te Allaho Akbar''. Sperò che non gli sia successo nulla, era un punto di riferimento su Twitter . Sono esausta domani è un giorno importante è il secondo venerdi dopo le elezioni e staremo a vedere chi guiderà la preghiera e che parole useranno. Sono quasi le due e mezza o forse tre è in chat si scatenano è morto Michael Jackson il re del pop, mi dispiace è stato un idolo ed è molto amato dagli iraniani come tanti altri cantanti occidentali. Poi mi sorge il dubbio non sarà che la morte di un grandissimo della storia della musica oscurerà la nostra battaglia?



Fatemeh Karimi è una studentessa iraniana che, come tanti altri, sta vivendo questi giorni di paura, rabbia ed emozioni. Giorno per giorno, riferisce sul nostro sito quello che vede e sente, quello che vedono e sentono i suoi amici. Fatemeh aveva cominciato il suo racconto sul sito
"AgendaComunicazione.it" che da tempo si occupa di comunicazione.



giovedì 18 giugno 2009

Il Referendum questo sconosciuto


Un italiano su due ignora che si tratta di un referendum e un numero altissimo non ne conosce i contenuti. E va bene che in 30 località ci sono i ballottaggi, ma l’estate è scoppiata. E riuscire a portare alle urne il 50 per cento dei votanti e raggiungere il fatidico quorum appare un’ardua impresa.

I quesiti
Sono tre, su schede di colore diverso. La legge attuale, proporzionale, prevede un premio di maggioranza da attribuire (su base nazionale alla Camera, regionale al Senato) o alla «singola lista» vincente o alla «coalizione di liste». Il primi due quesiti propongono di eliminare la seconda possibilità. Chiedono infatti di cancellare il collegamento fra liste alla Camera (scheda viola) e al Senato (scheda beige chiaro) e il premio alla coalizione. Il terzo (scheda verde) chiede invece di abrogare le candidature plurime, cioè la possibilità, per la stessa persona, di candidarsi in più circoscrizioni.

Cosa cambia
Se passasse il sì alle prime due domande, il premio di maggioranza verrebbe attribuito alla singola lista vincente. E verrebbero innalzate le soglie di sbarramento, al 4% alla Camera, all’8% al Senato. Il sì alla terza domanda cancellerebbe invece i «ripescaggi», che permettono all’eletto in più circoscrizioni di decidere il destino degli altri, stabilendo dove ritirarsi. La «porcata» resterebbe però intatta: le liste rimarrebbero «bloccate» e scelte dall’alto.

Che fare
Affidarsi al buon senso e alla propria personale sensibilità politica è l’unica ricetta che mi sento di consigliare. Votare o meno è quanto mai relativo perché, comunque vadano le cose, cioè che vinca il si, il no o l’astensione i politici continueranno a fare, indisturbati, il proprio lavoro.

EffeTi.
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